Un massone tra le chiese ADI

Si scrive “Giancarlo Rinaldi”, si legge “infiltrato”.

È Massone, già “maestro venerabile, si aggira tra le chiese per diffondere il pensiero e la filosofia massonici e fare proseliti tra i giovani. E purtroppo non è l’unico.

15873166_1175687069146456_5449715694410389945_nGiancarlo Rinaldi è un personaggio pubblico, nato a Napoli il 9.3.1952. Dopo essere stato professore associato di Storia Religiosa dell’Oriente Cristiano, ha insegnato “Storia del Cristianesimo” presso l’Università degli Studi di Napoli, L’Orientale. La sua specializzazione è la storia religiosa dell’Impero Romano, ed in questa veste ha partecipato come ospite a trasmissioni televisive sulle reti nazionali. Per una migliore conoscenza si rimanda al curriculum pubblicato nel suo libro “Pentecostali e Massoneria. Ma stiamo scherzando?” (da adesso “PM”), da p. 343ss. Qui egli parla del suo incontro con la massoneria (PM pp.20-22), del suo incontro con il mondo evangelico, definendosi “evangelico di stampo wesleyano” (PM pp. 17-21), ma non parla affatto del suo incontro con il Salvatore Gesù Cristo – l’unico Signore (1Cor. 8:6), l’unico Salvatore (Atti 4:12), l’unica Via (Giov. 14:6) e l’unica Porta per il Cielo (Giov. 10:9) -, requisito indispensabile per diventare figlio di Dio (Giov. 1:12) e nascere di nuovo (Giov. 3:3-5). Infatti sebbene egli parli della sua iniziazione alla massoneria, non dice nulla sul suo battesimo in acqua per immersione nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (Matt. 20:19) per essere salvato (Marco 16:16). Eppure, malgrado ciò, ricopre diversi incarichi in campo evangelico:

  • Insegnante presso la Facoltà Pentecostale di Scienze Religiose.
  • Ha scritto la prefazione al volume di Alessandro Iovino dal titolo “Alfonso Melluso. Il giovane saggio del pentecostalismo italiano”, ed. GBU, Chieti 2014, in cui si esalta la figura del noto imprenditore pastore delle ADI.
  • Partecipa a convegni evangelici come quello del 5 dicembre 2015 dal tema: “Pentecostali in Campania” dove hanno partecipato trasversalmente sia esponenti delle “Assemblee di Dio in Italia” (ADI), rappresentate da D. Di Iorio, che della “Federazione delle Chiese Pentecostali” (FCP), rappresentate da R. Cristallo, e al di sopra dei quali si è collocato come moderatore il massone G. Rinaldi.
  • Di recente (nov. 2016) ha scritto un libro di “risposta” al volume di G. Butindaro “La Massoneria Smascherata” (Roma, dic. 2012) dal titolo: “Pentecostali e Massoneria: ma stiamo scherzando?”, un testo reso fruibile sulla piattaforma Amazon senza una casa editrice e senza data e luogo di pubblicazione. Un testo in cui il Nostro con encomiabile maestria mistificatoria fornisce un’interpretazione massonica dei fatti accaduti tra il 1935 e il 1955 ma di fatto ne conferma tutto l’apparato “accusatorio”. Chi ha modo di leggere entrambi i volumi si rende facilmente conto di come stanno le cose.

Oratore a Conferenze patrocinate dalla Massoneria

Il prof. Rinaldi, però, non partecipa solo ad eventi evangelici, ma è spesso invitato come oratore a conferenze patrocinate dalla massoneria, di cui ne elenchiamo alcune.

  • Il 3 ottobre 2008 ha partecipato al convegno “Vivere oltre la vita”, organizzato dalla Loggia “Acacia 577” del Grande Oriente d’Italia.

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  • Il 13 dicembre 2008 ha partecipato al Convegno “Mistica e politica”, organizzato dall’Ordine Massonico Regolare Orientale del Rito Antico e Primitivo di Memphis e Misraïm.
  • Nel gennaio 2014 ha partecipato al simposio «Cristianesimi nell’antichità», appuntamento della rassegna filosofica del Capitolo De Lantaarn del Rito di York con la Compagnia de Galantomeni. Patrocinato dal Gran Capitolo dei Liberi Muratori dell’Arco Reale.

Questi sono solo alcuni eventi a cui egli ha partecipato come relatore, ma le iniziative mistico-esoteriche che hanno visto la sua partecipazione sono decisamente di più.

Membro del comitato scientifico della rivista massonica “Hiram”

Il prof. Rinaldi è altresì membro del comitato scientifico della rivista massonica “Hiram” (n. 4/2013, pag. 2).

Ma ci rendiamo conto a cosa partecipa questo massone professore? Sappiamo cos’è l’Hiram? Stiamo parlando di esoterismo qui. Tralasciamo per il momento di parlare dello Hiram a cui rimandiamo cliccando [QUI], domandiamoci come mai le Chiese Evangeliche ADI mantengono rapporti di amicizia con importanti esponenti della Massoneria legati all’esoterismo come G. Rinaldi? Come mai questi rapporti tra le ADI e le logge massoniche? Cosa li accomuna?

Maestro Venerabile

La risposta la troviamo su “Erasmo”, la rivista ufficiale del “Grande Oriente d’Italia” (GOI), che in un articolo intitolato “Massoneria ed Ermetismo” (Anno VII – Nr. 9-10, 15-31 Maggio 2006, pag. 6) il prof. Giancarlo Rinaldi viene chiamato “fratello” e poi “Maestro Venerabile” della Loggia “Costantino Nigra”. Per intenderci meglio, la stessa carica che ricoprì Licio Gelli nella loggia massonica P2.

Il termine “ermetismo” fa riferimento al dio delle scienze occulte Hermes (Mercurio), detto “tre volte grandissimo , cioè Trismegisto, al quale erano stati attribuiti testi filosofico-misterici e spirituali del II-III secolo d.C., che si ispirava all’antica sapienza egizia, celata nell’enigmatico linguaggio dei geroglifici. Il più vasto di questi testi è il grande papiro magico di Parigi. La stessa rivista “Erasmo” qui riportata parla di misteri, esoterismo e magia. Ecco cosa fa il massone professore.

A causa di intrusi, falsi fratelli, infiltratisi di nascosto tra di noi per spiare la libertà che abbiamo in Cristo Gesù, con l’intenzione di renderci schiavi (Galati 2:4)

Cos’è un “Maestro Venerabile” (M.V.)?

Avendo, quindi, il Rinaldi ricoperto la carica di “Maestro Venerabile” (M.V.) per conoscerlo meglio abbiamo bisogno di sapere cos’è e quale funzione abbia il M.V. all’interno della massoneria.

Il M.V. è colui che presiede, governa e rappresenta la loggia. Un po’ come il pastore di una chiesa evangelica. Egli è eletto tra coloro che hanno il grado di “Maestro” (il 3° grado della Massoneria azzurra). Sebbene la disposizione della loggia varia secondo i Riti e i Gradi, esistono regole assolutamente obbligatorie per tutti. Ad esempio il “Maestro Venerabile” siede all’Oriente, dove sorge il sole, in un luogo sacro denominato “Trono di Salomone” con sopra il capo il segno dell’ariete, il cui motto è “io vedo la luce e le volto le spalle, così che m’illumini il cammino”. L’ariete è la prima fatica di Ercole, il suo governatore esoterico è Marte, così il M.V., assimilando questa simbologia, diviene il Fuoco Creatore in cui confluiscono tutte le energie della Loggia, comburente necessario per l’opera di un costruttore di idee. Così il M.V. avrà una visione generale del piano, definendone i singoli progetti che lo compongono ed affidando la loro realizzazione ad altri FFRR (fratelli massoni). La sua autorità è considerata sacra ed inviolabile. Nel rituale di iniziazione al 3° grado – che è il rituale di Hiram che viene risuscitato dal M.V. -, Hiram rappresenta Gesù, mentre il M.V. rappresenta Dio. Il candidato al grado di maestro muore e risorge a nuova vita per opera del M.V. !

Considerate perciò a quale rituale diabolico deve sottoporsi colui che diviene maestro, e quale diavolerie viene detto che compie il M.V. durante questo rituale!

In “difesa” delle ADI

15781216_1169389696442860_4383537322905106712_nRecentemente (nov. 2016) il “Maestro Venerabile” G. Rinaldi si è voluto cimentare in un libro in “difesa” delle ADI (che poi difesa non è) dal titolo “Massoneria e Pentecostali. Ma stiamo scherzando?” in risposta a un volume che svela i retroscena dell’infiltrazione di questa diabolica istituzione nelle chiese evangeliche dal titolo “La Massoneria smascherata” di G. Butindaro, autoprodotto e pubblicato a Roma nel dicembre del 2012. In realtà questo lavoro del Rinaldi da un punto di vista storiografico è un vero flop perché non aggiunge nulla che non sia stato già detto dal Butindaro, per il semplice fatto che – tranne un paio di documenti provenienti dagli archivi ADI e per nulla inediti perché a noi già noti -, il suo lavoro si basa esclusivamente sulle fonti pubblicate nel libro “La Massoneria Smascherata”, e questo accade persino laddove il Rinaldi cita documenti facendoli passare come “propri”. Gli esempi sono tanti e li riporteremo su un’altra nota dedicata esclusivamente a questo volume. Ma la cosa più incredibile è che, si badi bene, il volume del Rinaldi di fatto non fa che confermare tutto l’apparato “accusatorio” del Butindaro. Ed infatti “ad substantiam” se oggi siamo qui a discutere di Frank Gigliotti, di Henry Ness, dell’incontro di questi con Papa Pio XII, di massoneria e così via, lo dobbiamo proprio al Butindaro a cui bisogna riconoscere il merito di avere sdoganato una quantità impressionante di documenti inediti e avere aperto uno squarcio sulla storia del pentecostalismo italiano al punto che è necessario riscriverne la storia.

L’unica differenza è che mentre il volume “la Massoneria Smascherata” è fruibile gratuitamente sulla rete per un’applicazione letterale del principio evangelico di Matteo 10:8 in cui Gesù dice: “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”, per quello di Rinaldi invece bisogna sborsare ben 18 Euro per poi trovarvi in sostanza davanti gli stessi documenti pubblicati gratuitamente dal primo. Il Rinaldi – che sicuramente di marketing ne sa più del suo antagonista -, ha fiutato l’affare e oggi guadagna migliaia di euro sul sudore altrui (G. Butindaro). Il massone professore Rinaldi ha fiuto per gli affari, complimenti, un bel “business chiamato pentecostalismo”. In effetti se vuoi entrare in possesso degli stessi documenti e risparmiare 18 Euro, basta scaricarsi gratuitamente il volume “La Massoneria smascherata” e avrai gli stessi e identici documenti.

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Il volume del Rinaldi oltre a palesare lacune di cultura generale che francamente ci hanno sorpreso – come quello di far derivare l’esperienza del battesimo nello Spirito Santo dalla seconda opera di grazia del metodismo o di inserire Novi Ligure tra le città di mare, mentre è notorio che si trova nel “Novese”, in Piemonte, alle pendici dell’Appennino ligure (PM p.51) -, è un’apologia della massoneria con il preciso obiettivo di indurre il lettore ad innamorarsi di questa società segreta o perlomeno demolire eventuali sacche di resistenza, presentandola come essa non è, ossia: non segreta, non religiosa, non politica, innocua, buona e finanche filantropica (sic!). Insomma, per il Rinaldi la massoneria è la migliore società al mondo i cui membri sono buoni e amorevoli, aiutano i poveri e persino le vecchiette ad attraversare la strada. Confessiamo di non essere riusciti a trattenere le risate.

Egli scrive in prima persona, allo scopo di instaurare un approccio intimo con il lettore, coinvolgerlo emotivamente e permettergli così di calarsi totalmente nel testo aumentando esponenzialmente il pathos, indebolendone le capacità critiche ed eliminando eventuali “filtri” difensivi e quindi indurlo ad accettare le conclusioni mistificatorie dei capitoli successivi. Si tratta di una “tecnica” della psicolinguistica – una buona disciplina della psicologia cognitiva al cui interno abbraccia molti rami -, che però in modo ambivalente può essere utilizzata in modo sciagurato da persone in malafede come in questo caso specifico.

L’ironia saccente che percorre tutto il libro non è casuale e rientra nella manipolazione psicologica da parte dell’autore nel mal celato tentativo di depistare il lettore, ridurgli la soglia di “critica”, necessaria per valutare obiettivamente, e quindi sedurlo; oltre, com’è ovvio, che a cercare di “alleggerire” l’argomento che invece è serissimo e riguarda la salvezza eterna e il combattimento spirituale contro satana e i falsi fratelli che cercano di infiltrarsi nella Chiesa presentandosi come agnelli mentre invece sono lupi rapaci (Matt. 7:15). In verità un approccio di questo tipo è tipico di un pagliaccio, ed è veramente un peccato che il professore abbia perso l’occasione per farsi apprezzare come storico del pentecostalismo italiano. Il massone professore, oltre a mistificare i fatti e interpretarli in chiave massonico-gnostica, ne evita astutamente alcuni (ad esempio la simbologia esoterica presente in molti locali di culto e i segnali massonici) e ne sfiora altri (ad esempio la riunione del 10 agosto 1947 al Planetario di Roma). In realtà solo due categorie di persone si lascerebbero sedurre dal suo libro: gli ingenui e coloro che non avranno letto il libro base “La Massoneria Smascherata” di G. Butindaro. È sufficiente leggere entrambi i volumi per rendersi facilmente conto di come stanno le cose.

Sale in cattedra

Non può non colpire significativamente il modo come il Rinaldi salga in cattedra rivolgendosi a tutti i pentecostali italiani (trasversalmente), non solo delle ADI, investendosi di un’autorità non comune al punto da indurci a chiederci: ma chi gli dà quest’autorità? Ma lasciamo stare. Egli dispensa consigli a destra e a manca su cosa dire o non dire a chi pone domande. Dando indicazioni persino ai pastori. Nel nostro caso specifico egli bypassa il “Consiglio Generale delle Chiese” (CGC) e dà direttive ai pastori ADI come se fosse il loro presidente. Questo atteggiamento da “guappo di cartone” (come dicono a Napoli) o, dato il contesto, da “maestro venerabile”, non può non sollevare delle riflessioni. Cosa può spingere un massone – che pentecostale non è -, a porsi in questo modo? Chi gli ha dato quest’autorità? Le sue amicizie con pastori ADI e gli inviti ufficiali dello stesso “Consiglio Generale delle Chiese ADI” (CGC) lasciano intuire facilmente la risposta.

Una cosa è certa: questo libro rimarrà come una macchia nera sulla carriera professionale del Rinaldi sia per le mistificazioni storiche, sia per le eresie gnostiche presenti, sia per il modo pagliaccesco, borioso e sterile di ricostruire in chiave massonica i fatti rivelatori e documentati nel volume del Butindaro. La pubblicazione in proprio, l’assenza di una casa editrice, l’assenza della data e del luogo di pubblicazione, nonché la vendita esclusivamente via internet in “printing demand” sono altri fattori che inducono alla riflessione.

La storia si ripete

Tuttavia, colpisce come a distanza di settant’anni si ripropongano le stesse problematiche che nell’immediato dopoguerra coinvolsero le “Assemblies of God” americane al punto da indurle a prendere una posizione netta contro la massoneria nel famoso art. IX dello Statuto, parte B, sezione 4, e come si legge nel sito ufficiale delle “Assemblee di Dio americane”.

Inoltre risalta alla nostra attenzione, secondo un’identità di funzioni che non può non colpire significativamente, il fatto che come nel 1946 il massone Frank B. Gigliotti scrisse la “memoria difensiva” a favore delle ADI, a distanza di settant’anni un altro massone (G. Rinaldi) scrive un’altra “difesa”. Quali interessi hanno questi massoni a “difendere” i pentecostali? Fanno tutto questo per altruismo? Tuttavia, sebbene entrambe le “difese” siano scritte da massoni, tra le due vi sono notevoli differenze di contenuti, di risultati e di stile. Non si può non riconoscere a Gigliotti un’eleganza di stile che ahimè non si riscontra nel Rinaldi il quale (almeno in questo caso) scrive più da pagliaccio che da storico.

Il paradosso risalta ancor di più quando conclusa la lettura ci si rende conto che in realtà il Rinaldi non ha scritto in difesa delle ADI, ma in difesa di se stesso e della massoneria. La sua discesa in campo, già di per sé, danneggia le nostre chiese. Sarebbe come chiedere all’oste: “com’è il vino?”. È del tutto naturale che un massone scriva bene della massoneria, e così facendo egli ha finito per danneggiare ulteriormente l’immagine dei pentecostali delle ADI che se non dovessero esprimersi sulla massoneria o su questo volume del Rinaldi che le chiama in causa confermerebbero i sospetti di connivenze con la massoneria. Se il silenzio del Consiglio Generale delle Chiese (CGC) dovesse ancora prolungarsi, esso griderebbe più forte dei documenti di cui stiamo parlando. In realtà il libro di Rinaldi arriva in un momento particolarmente delicato per le chiese ADI spaccandole. Si è trattato di un errore di calcolo oppure è proprio quello che la massoneria si prefigge?

Il “Grande Architetto dell’Universo” (GADU)

A proposito del dio della massoneria, il massone G. Rinaldi, dopo una lunga premessa ipnotizzante che getta fumo negli occhi del lettore, alla fine è costretto ad ammettere:

Il G.A.D.U. non coincide con l’Iddio d’Israele o con l’Iddio di Gesù o con Allah e così via. È un principio ordinatore che ogni massone è libero di concepire, raffigurarsi, intendere anche come la divinità personale specifica della religione in cui crede (PM, p. 220).

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Rappresentazione del G.A.D.U.

Egli non realizza (o forse sì) che in questo modo sta incoraggiando il lettore a darsi all’idolatria e quindi a essere condannati all’inferno (Apocalisse 21:8; 22:15) perché tra i dieci comandamenti vi è proprio quello di non farsi scultura o immagine alcuna di Dio, incluso il vero Dio Yahweh (Esodo 20:4, 5). E la parola “immagine”, in ebraico תְּמוּנָה (tĕmuwnah), si riferisce non solo all’immagine materiale ma anche a quella mentale, immaginaria appunto. Interessanti risultano le osservazioni di James I. Packer nel suo best seller “Conoscere Dio” in cui (citando anche Calvino) rileva che le immagini mentali offuscano la gloria di Dio, e poi prosegue:

Molto spesso sentiamo frasi del genere: “Mi piace pensare a Dio come al Grande Architetto (o Matematico o Artista)”. “Non mi immagino Dio come Giudice; mi piace pensare a Lui soltanto come a un Padre”. Sappiamo per esperienza che osservazioni del genere preludono spesso alla negazione di qualcosa che la Bibbia ci dice intorno a Dio […] Noi siamo stati fatti a Sua immagine, ma non dobbiamo pensare che Egli esista a immagine nostra. Avere di Dio un concetto del genere significa essere ignoranti di Lui, non conoscerLo. Ogni teologia speculativa che si fonda sul ragionamento filosofico anziché sulla rivelazione biblica, è in errore su questo punto. Paolo ci dice dove conduce questo tipo di teologia: “Il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza” (1Cor. 1:21). Seguire l’immaginazione del proprio cuore nel campo della teologia vuol dire restare nell’ignoranza intorno a Dio e diventare adoratori di idoli – essendo l’idolo, in questo caso, un’immagine mentale di Dio fatta in base a congetture e a pensieri immaginosi. (J.I. Packer, “Conoscere Dio”, ed. Voce della Bibbia, Formigine 1995, pp. 41-47)

15977438_1185229554858874_2296008831439518445_nPertanto, caro professore massone, lei è fuori dottrina con il suo concetto gnostico di Dio. Valgono anche per lei le famose parole che Lutero rivolse ad Erasmo: “I tuoi pensieri di Dio sono troppo umani”. Il Cristiano non è libero di concepire o raffigurarsi Dio come meglio crede in quanto il processo è al contrario: è l’uomo ad essere stato fatto a immagine di Dio e non viceversa (Genesi 1:26). E Gesù che è uno con il Padre (Giovanni 10:30) ed è egli stesso Dio, Yahweh (Giovanni 1:1; 20:28; Tito 2:13), che è nel seno del Padre, è colui che ce Lo fa conoscere perfettamente dal di dentro, facendoci un’esegesi accurata, dettagliata e soprannaturale della Sua essenza (Giovanni 1:18) al punto che chi ha visto Lui ha visto il Padre (Giovanni 14:9-11; I Giovanni 5:20, 21).

A chi assomigliereste Dio? (Isaia 40:18)

16729447_1213840465331116_2931047578398240537_nIl massone Rinaldi non solo pecca lui, ma induce gli altri a peccare cercando di introdurre le antiche eresie massonico-gnostiche in mezzo alle chiese. Se un massone musulmano s’immagina il GADU come Allah, un massone buddista lo immagina come Buddha e così via, come conciliare tutto con l’affermazione biblica che vi è un solo vero Dio e che tutti gli altri sono falsi? (Deuteronomio 32:39) e che la vita eterna consiste nel conoscere Yahweh come l’unico vero Dio e Gesù Cristo (Giovanni 17:3). Ovviamente stiamo parlando di monotesismo e non di enoteismo, perché, lo ripetiamo, Allah, Buddha, GADU, ecc. sono tutte non divinità, e quindi false divinità! Sebbene la massoneria si proponga come movimento sincretistico e promotore del dialogo interreligioso ed ecumenico, noi invece – al pari dei primi cristiani -, crediamo che dietro gli dèi pagani si nascondano proprio demoni ingannatori (G. Rinaldi, Cristianesimi nell’Antichità, ed. GBU Roma 2008, pp. 89, 273).

Pertanto, se il massone Rinaldi può avere comunione con massoni musulmani, buddisti, induisti, noi figli di Dio che ci muoviamo su un altro piano più alto rispetto a quello della massoneria, quello spirituale e biblico, sappiamo che questo non è possibile perché non può esserci comunione tra Cristo e Beliar (2 Corinzi 6:15). (N.B. la massoneria non crede nell’ispirazione plenaria e verbale della Bibbia e quindi quale unica e infallibile Parola di Dio).

15977344_1185233174858512_458191000322596110_nSi tenga, inoltre, presente che questa “libertà” di immaginarsi il GADU con la divinità che si preferisce è solo uno specchietto per le allodole in quanto è consentita solo ai gradi bassi della massoneria. Man mano che si aumenta di grado e ci si arrampica sulla piramide, si riceve nuova luce – sempre secondo loro -, e quindi nuova rivelazione anche sulla reale identità del GADU che ti sarà rivelata completamente solo quando si giunge al 33° grado, e di cui diremo tra poco.

Ad un certo punto il Rinaldi, aggiunge:

V’è poi l’acrostico A.G.D.G.A.D.U., cioè A(lla) G(loria) D(el) G(rande) A(rchitetto) Dell’U(niverso) (PM, p. 35).

15977250_1185485531499943_5435857736434382241_nMa se il GADU non coincide con l’Iddio d’Israele, com’è costretto ad ammettere lo stesso Rinaldi, chi è questo GADU a cui i massoni danno gloria? Riflettiamoci attentamente.

Non dice la Bibbia che l’Iddio d’Israele, Yahweh, è un Dio geloso che non dà la sua gloria a un altro? (Isaia 42:8).

In questo video è possibile vedere un rituale massonico (rituale pubblico, ma non ci è consentito conoscere il rituale segreto a telecamere spente) in cui tutti i partecipanti vengono esortati a dare gloria al “Grande Architetto dell’Universo”, [clicca QUI] .

La questione meriterebbe una disamina teologica ed esegetica più profonda su quest’attacco gnostico-esoterico che la massoneria sta sferrando, tramite Rinaldi, contro il nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo (Tito 2:13), ma qui ci stiamo occupando di altro. Per il momento ci basta sapere che il GADU non è il Yahweh della Bibbia e Padre del nostro Signore Gesù Cristo. Ma allora chi è?

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Cos’è che unisce massoni delle più disparate religioni e credi come mormoni, testimoni di Geova, induisti, buddisti, cattolici, protestanti, animisti, spiritisti, satanisti, ecc., in una loggia e li spinge ad agire per la gloria del loro GADU? Cosa li accomuna nel glorificare il loro GADU? Chi si cela realmente dietro al GADU?

Il “mistero” svelato

15976982_1185487698166393_6389707142656068583_nI figli di Dio sanno bene che colui che si è innalzato fino a Dio ed ha sempre voluto l’adorazione è satana, il diavolo (cfr. Matteo 4:9; Isaia 14:13, 14) e ha trovato finalmente il modo di farsi adorare perché come i primi cristiani credevano che dietro gli dèi pagani si nascondessero demoni così noi crediamo che dietro al GADU si nasconda satana, ma questo i massoni non lo credono. Ma procediamo per ordine.

Il GADU dei massoni coincide con il pleroma dell’antico, e mai démodé, gnosticismo, una deità indefinita ed androgina che crea sigizie di “eoni”, ossia coppie di entità soprannaturali che determinano l’esistenza del Tutto (pleroma è un termine greco che significa “pienezza”). Il Pleroma “emana” da se stesso la sostanza di tutto quello che c’è nel mondo, visibile e invisibile. Tutto è Dio, perché tutto consiste della sostanza di Dio. Gli Eoni sono delle divinità intermediarie che esistono tra gli esseri umani e il Pleroma. Gli eoni erano spesso rappresentati in coppie maschio/femmina dette “sizigie”. Nel loro insieme, essi costituiscono il Pleroma, la “regione della luce”, il mondo divino, superiore, costituito appunto dalla totalità degli eoni (emanazioni del GADU). Ecco perché molte obbedienze massoniche fanno riferimento a “Oriente”, perché è lì che nasce il sole. In Italia esiste, ad esempio, il “Grande Oriente d’Italia” (GOI), il “Grande Oriente Democratico” (GOD) e così via, proprio perché è lì che nasce il sole, la luce. Quando un massone muore non va in Cielo, come dice la Bibbia, ma andrebbe – sempre secondo loro -, all’ “Oriente eterno” che indica non solo un luogo ma anche una condizione del defunto. È la massoneria stessa a farci conoscere questo macabro rito funerario. Ed è per questo che la Parola di Dio ci mette in guardia già sin da tempi del profeta Ezechiele sulle drastiche conseguenze nel voltarGli le spalle per prostrarsi verso Oriente, davanti al sole.

Mi condusse all’ingresso della porta della casa del SIGNORE, che è verso settentrione; ed ecco là sedevano delle donne che piangevano Tammuz. 15 Egli mi disse: «Hai visto, figlio d’uomo? Tu vedrai abominazioni ancora più grandi di queste». 16 Mi condusse nel cortile della casa del SIGNORE; ed ecco, all’ingresso del tempio del SIGNORE, fra il portico e l’altare, circa venticinque uomini che voltavano le spalle alla casa del SIGNORE, e la faccia verso l’oriente; si prostravano verso l’oriente, davanti al sole. 17 Egli mi disse: «Hai visto, figlio d’uomo? È forse poca cosa per la casa di Giuda commettere le abominazioni che commette qui, perché debba anche riempire il paese di violenza, e tornare sempre a provocare la mia ira? Ecco che s’accostano il ramo al naso. 18 Anch’io agirò con furore; il mio occhio sarà senza pietà; io non avrò misericordia; per quanto gridino ad alta voce ai miei orecchi, io non darò loro ascolto». (Ezechiele 8:14-18)

Dopo questa lieve digressione sull’Oriente eterno, torniamo a parlare del “Grande Architetto dell’Universo” perché a questa eresia massonico-gnostica risponde lo Spirito Santo in particolare nella lettera ai Colossesi in cui viene viene affermato, tra le altre cose, che nella carne di Cristo dimora corporalmente tutta la pienezza della Deità (Col. 2:9), ossia tutto il Pleroma, (Gr. πλήρωμα, plêrôma). Ma torneremo su questo in una prossima nota perché l’analisi attenta del testo greco è estremamente interessante.

Inoltre, nell’ottica gnostica il vero peccato originale non fu quello commesso da Adamo ed Eva, ma quello che l’Eone spirituale femminile, Sofia, compì allorquando decise di procreare altri eoni senza la sua controparte maschile (Logos). Da questa procreazione impura nacque il Demiurgo, o mezzo-creatore, una coscienza imperfetta, un essere che divenne il creatore del kosmos, la materia e la psiche, che egli creò ad immagine del pleroma ma in modo imperfetto con tutti i suoi limiti e i suoi danni (Genesi capitoli 1-2). Questo essere, ignaro delle sue proprie origini, crede di essere l’unico vero Dio, ma è solo il demiurgo, assetato di potere, il quale rinchiuse in un corpo fisico l’eone maschile Kadmon, poi detto Adamo. Sofia, pentitasi di questa sua colpa, decise di incarnarsi al fianco di Adamo nei panni di Eva. Il Logos, la controparte maschile di Sofia, si manifestò come Lucifero (portatore della luce della gnosi) ad Eva, che poté così liberare Adamo dalla schiavitù spirituale del Demiurgo (Genesi 3:5).

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A. Pike – già Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico e Accettato -, disse: “Lucifero è Dio”.

Adamo, primo pneumatico (e per questo motivo per alcuni primo massone), prese consapevolezza della sua divinità, in quanto Eone emesso direttamente dal Pleroma, ma il Demiurgo geloso condannò l’umanità ad una vita dolorosa ed infelice. Il Demiurgo, secondo i massoni, fondò la religione ebraica, che poté adorarlo come Yah’u’weh (il tetragramma sacro YHWH) e al quale venivano offerti sacrifici di sangue animale. Secoli più tardi, gli eoni (ossia emanazioni del Pleroma/GADU) Lògos e Sofia decisero di incarnarsi insieme per rivelare nuovamente all’umanità la propria natura divina. Nacquero così Gesù Cristo e Maria Maddalena, che secondo alcuni gnostici si sposarono ed ebbero figli, mentre secondo altre correnti gnostiche essi ebbero solo corpi apparenti e i loro figli spirituali furono altri Eoni invisibili. La loro interpretazione del logos giovanneo (Giovanni 1:1-3) – che pure hanno sempre aperta nelle logge -, differisce completamente e sostanzialmente da quella cristiana e biblica.

Questa eresia ovviamente cozzava con il cristianesimo apostolico, con i Vangeli e la Bibbia. Decisero, quindi, a partire dal II secolo d.C., di scrivere pseudo-vangeli, attribuiti falsamente agli apostoli di Gesù per dar loro credibilità, che però i primi Cristiani bandirono prontamente come apocrifi e da cui Dan Brown ha tratto spunto per i suoi volumi fantascientifici.

Ora, è un dato accertato e incontrovertibile che nella massoneria confluiscono insegnamenti gnostici ed esoterici più disparati, come la magia enochiana, la Qabbalah, l’ermetismo, il neoplatonismo, il rosacrocianesimo, l’alchimia.

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Il satanista Aleister Crowley

E il GADU, secondo i gradi più alti della Massoneria, è riconducibile a Lucifero, il nemico della “religione tirannica giudeo-cristiana”, ma inteso non secondo quello che dice la Parola di Dio, ma in modo totalmente diverso. Inoltre, tutte le religioni sono considerate come manifestazioni dello stesso Dio, perciò ognuno è libero di rappresentarlo come meglio crede, perché alla fine tutte le religioni devono riunirsi in una nuova religione mondiale sincretistica per rendere gli uomini “tutti fratelli sotto un solo governo”, quello dei massoni, e sotto lo stesso Dio, il GADU. Ecco quindi realizzarsi il sogno di satana, ossia l’adorazione universale.

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A. Pike – già Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico e Accettato -, disse: “Lucifero è Dio”.

Anche gli antichi gnostici si consideravano una sorta di élite di “illuminati” all’interno del Cristianesimo – depositari di una conoscenza dei misteri divini (gnosi) a cui i profani non avevano accesso -, di natura sincretistica e le cui radici sarebbero addirittura anteriori al Cristianesimo e risalirebbero agli antichi miti dualistici babilonesi e iranici (W. Bousset, R. Reitzenstein, E. Norden). Essi suddividevano gli uomini in tre categorie: penumatici (spirituali), psichici (animati), hylici (materiali). I primi predestinati alla salvezza per la scintilla divina che è in loro grazie alla gnosi.

I massoni sono gli eredi dell’antico gnosticismo, i penumatici, e ad ogni grado nella massoneria coincide una “nuova e più alta illuminazione” mentre i profani (ossia coloro che non sono massoni) sono gli hylici. In questa gerarchia naturale, il diritto di dominio degli “pneumatici illuminati”, cioè i massoni, sul resto dell’umanità è una conseguenza logica.

In sintesi, dunque, il GADU massonico altro non è che lucifero camuffato da “angelo di luce” (2Corinzi 4:4) che porterebbe la luce della conoscenza, l’illuminazione, che ha fatto un favore all’uomo nel fargli mangiare il “frutto proibito” della conoscenza del bene e del male (Genesi 3:5). A dirlo non siamo noi ma la massoneria stessa tramite uno dei più grandi massoni che siano mai esistiti, il già “Maestro Venerabile” Albert Pike, considerato il “Papa” della massoneria. Per un approfondimento consigliamo la lettura di questo capitolo de “La Massoneria Smascherata” che cita le fonti.

15781728_1169356279779535_3927892465574939744_nPrima di concludere questo paragrafo, ci sembra doveroso specificare, quindi, che la massoneria NON crede alla visione biblica secondo cui lucifero sia un angelo che si è ribellato a Dio divenendo così “satana” (avversario) e “diavolo” (calunniatore) che si contrappone a Yahweh; ma al contrario crede che lucifero sia un essere benevolo che porta luce e conoscenza (Genesi 3:5). È questo il motivo per cui il Rinaldi si burla dei cristiani che credono in satana quale essere malvagio, avversario di Yahweh, e nelle relative fiamme dell’inferno (PM, pp. 13, 98). E quando dice di non aver mai sentito nominare satana nella loggia (PM, pp. 22, 220) sta dicendo il vero (almeno per una volta), perché per loro “lucifero” non è satana il diavolo malvagio della rivelazione biblica ed è coerente con quanto dice ufficialmente la massoneria che non crede nemmeno nei demoni quali esseri malvagi.

15727024_1169356799779483_32443748313946924_nEcco perché il massone Giosuè Carducci, iniziato alla libera muratoria nel 1862 scrisse l’Inno a Satana – composto da cinquanta quartine di senari, che pure il Nostro cita (PM, p. 46) -, che ancora oggi viene recitato sia nelle logge massoniche, come dice la nota antropologa Cecilia Gatto Trocchi in un programma andato in onda sulla RAI, sia – fatto ancor più inquietante -, nelle sette sataniche. Una coincidenza? Crediamo di no!

Ecco nel nome di chi opera il massone Giancarlo Rinaldi! Il Rinaldi, da buono gnostico, nega la Trinità, nega che Gesù sia il Cristo di Dio, la seconda Persona della Trinità e l’Unica via di salvezza al di fuori del quale si è perduti; nega che la Bibbia sia l’unica Parola di Dio infallibile in quanto tutta ispirata dallo Spirito Santo (e non solo alcune parti), persino nelle singole parole, e così tutte le dottrine bibliche del cristianesimo evangelico. Ma egli non lo dice apertamente perché l’obiettivo dei massoni (Rinaldi non è l’unico) è quello infiltrarsi per demolire la fede dal di dentro. Il classico cavallo di Troia. Essi sono lo “spirito dell’anticristo che è già nel mondo” di cui parlano le Sacre Scritture. Ma della teologia anti-biblica e anti-cristiana del Rinaldi ne parleremo un’altra volta.

Massone a testa alta… da quando?

Il prof. G. Rinaldi dichiara, inoltre, di essere orgoglioso della sua affiliazione massonica e di poterlo affermare a testa alta senza nasconderlo. Ci fa sapere, inoltre, di essere stato iniziato alla massoneria nel dicembre del 1974 (PM p. 20) e quindi 42 anni fa (PM p. 22). Caro Rinaldi ma la domanda che sorge spontanea a chiunque è: ma se lei non ha problemi a dichiarare pubblicamente la sua affiliazione alla massoneria, ci sa spiegare perché ci ha impiegato 42 anni per farlo sapere pubblicamente? E, cosa ancora più rilevante, noi l’abbiamo appreso non da lei ma da G. Butindaro solo nel 2014. Qui qualcosa non torna.

Come mai per ben quarant’anni nessuno – perlomeno nel mondo evangelico – ha mai saputo nulla della sua affiliazione a questa società segreta ed esoterica? Non è strano che a lei torni la memoria dopo 42 anni, ed improvvisamente si ricorda di dichiarare pubblicamente la sua affiliazione massonica? E guarda caso lo fa solo dopo essere stato smascherato da Butindaro?

Per favore non ci venga a raccontare la storiella secondo cui Butindaro avrebbe scoperto il segreto di pulcinella (PM pp. 14, 48) perché sarebbe un’offesa all’intelligenza a meno che lei non s’identifichi proprio con pulcinella. Prima che la notizia fosse resa pubblica da G. Butindaro nessuno era a conoscenza della sua affiliazione massonica. Prova ne è che dopo essere stato scoperto con le mani nella marmellata ed essere stato pubblicamente smascherato, lei ha reagito scrivendo una lettera degna – come qualcuno ha già osservato -, di “un massone della peggiore specie”.

Una lettera “nascosta”

Non molto tempo fa il servitore del “Grande Architetto dell’Universo” G. Rinaldi, vistosi scoperto, ha pensato bene di scrivere una lettera (nota in margine) stizzita e piena di livore contro chi l’aveva pubblicamente svergognato (G. Butindaro) inviandola, si noti bene, non al diretto interessato ma ai suoi amici. Sì, avete letto bene. Incredibile, ma vero. Il Rinaldi è stato talmente vigliacco e sleale da agire alle spalle del diretto interessato, parlare (o meglio sparlare) alle sue spalle e a sua insaputa. Una lettera talmente piena di livore da far venire il voltastomaco per le cattiverie contenute. Non scendiamo nel merito di quella lettera malevola perché si squalifica da sé, ma per chi lo volesse può leggerla [cliccando QUI]. Voi come definireste uno che scrive una lunga lettera piena di livore e odio verso qualcuno, e poi la invia ai propri amici ad insaputa del destinatario? Bene…, veramente noi un modo per definirlo ce l’avremmo ma preferiamo non dirlo e lasciare all’intelligenza di ognuno dare la risposta.

Uno scambio di vedute

Non molto tempo fa il Rinaldi attenzionò la pagina facebook di alcuni credenti ADI dissidenti intervenendo a più riprese e anche con vigore con suoi commenti. Essi da subito sospettarono che si trattava di un “troll”, per cui onde evitare al massone Rinaldi di creare confusione, ma anche per dargli più spazio, pensarono di ritagliargli uno spazio esclusivo chiamandolo “Dialogo con il massone Rinaldi” (prendendo spunto dall’opera del noto apologeta e martire Giustino vissuto nel II secolo). Ne nacque un’interessante confronto di opinioni che purtroppo si interruppe bruscamente a seguito di alcune precise domande che costoro fecero al prof. Rinaldi. Egli all’inizio rispose (si fa per dire) ma poi cancellò quelle risposte (strano vero?). Ecco a voi le domande seguite dalle sue risposte che subito dopo egli stesso provvide a cancellare.

  1. Visto che nella Massoneria – secondo le sue parole -, vi sono sia buoni che malvagi (concetto che ripete a più riprese anche nel volume PM, pp.20, 21), ci dica se secondo lei Licio Gelli – l’ex “maestro venerabile” della loggia segreta P2 -, era un “massone buono” o un “massone malvagio”? Ci faccia sapere, professore, il suo pensiero a riguardo!
  2. E poi – considerato che siamo in tema di loggia P2 -, anche lei, come il suo amico e fratello Alessandro Iovino, pensa che la loggia P2 abbia avuto dei meriti? Le ricordo, infatti, che Alessandro Iovino in una intervista a Licio Gelli – che fu a capo della loggia massonica segreta P2 – (apparsa sul quotidiano “Il Roma” il 22 aprile 2009), gli ha chiesto: «Qual è il merito maggiore della P2?». Ci faccia sapere, professore, il suo pensiero a riguardo!
  3. Terzo, poiché abbiamo visto che lei ha scritto la prefazione al volume di Alessandro Iovino “Alfonso Melluso. Il giovane saggio del pentecostalismo italiano” (Ed. GBU, Chieti 2014), c’interessava sapere quali rapporti intercorrono tra lei e la famiglia Melluso. Forse anche Alfonso Melluso era un suo fratello massone? Ci faccia sapere, professore, il suo pensiero a riguardo!
  4. Nella sua “lettera” contro il Butindaro, parlando di coloro che non sarebbero massoni, ad un certo punto lei dice testualmente, a pag. 2, quanto segue: «Così come non lo sono stati e non lo sono gli esponenti delle ADI italiane che il Butindaro chiama in causa». Come fa ad affermare con tale sicurezza che gli esponenti che il Butindaro cita non sono stati massoni e non lo sono? Per fare una tale affermazione, infatti, lei dovrebbe conoscere tutti gli elenchi ufficiali di tutte le obbedienze massoniche italiane (e non solo l’elenco ufficiale del GOI), nonché di quelle straniere e finanche di tutte le logge segrete massoniche, e dovrebbe pure sapere quali sono tutti i “massoni all’orecchio” che esistono in tutte le obbedienze massoniche. Perché non ci dice quindi in base a cosa ha potuto fare questa sua affermazione così perentoria?
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L’intervista di Alessandro Iovino al “Maestro Venerabile” Licio Gelli

Volete conoscere le risposte del massone Rinaldi che poi egli stesso ha provveduto a cancellare? Eccole:

  1. Il mio giudizio su Gelli è pressoché insignificante; il personaggio è stato fatto oggetto di provvedimenti da parte del GOI e di sentenze da parte della magistratura; si leggano gli uni e gli altri testi se si vuole che il discorso si faccia profondo.
  2. Credo che Iovino si sia espresso molto chiaramente nella sua monografia su Gelli; se Lei si pone ancora questa domanda vuol dire che non l’ha letta bene; rilegga.
  3. Il mio rapporto con Melluso è quello che intercorre tra due persone per bene.
  4. La mia affermazione secondo la quale non conosco massoni nelle ADI (e ribadisco che non ve ne sono) si basa sulle fonti da me conosciute; l’onere della prova tocca a chi afferma che ve ne siano, pertanto tocca a voi; però, vi prego, non esibite prove di un dito appoggiato sulla guancia, o di un finestrino a forma di triangolo isoscele, altrimenti scadiamo nel ridicolo.

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Come si può notare il Rinaldi, di fatto, non ha risposto a nessuna delle domande. Noi eravamo interessate al pensiero di Rinaldi e non agli atti del GOI o della magistratura… Le domande erano chiare ma le sue risposte evasive. Giudicate voi.

L’influenza massonica di Rinaldi

Va detto che purtroppo il massone Rinaldi sta già mietendo molte vittime spirituali in mezzo alle chiese ADI raccogliendo attorno a sé proseliti, soprattutto tra i giovani e nel napoletano, ma non solo. Egli sta influenzando di già il pentecostalismo con la sua visione gnostica di Dio e del Vangelo e con le sue interpretazioni storiche mistificatorie. Pensate all’influenza che ha tra gli studenti che vanno a seguire i corsi alla Facoltà Pentecostale in cui egli insegna. Già questo dovrebbe scoraggiare qualsiasi sincero credente dall’iscriversi a quella facoltà. Addirittura è arrivato al punto di sostenere che si possa essere massoni ed evangelici, mentre persino le Assemblee di Dio degli Stati Uniti (che pure odorano di massoneria) hanno scritto che questo non è possibile e che la massoneria è satanica ed inconciliabile con l’insegnamento della Parola di Dio.

Ma non è tutto, perché egli è stato infiltrato tra le chiese pentecostali (e non è il solo) per demolire le principali dottrine bibliche a cominciare dall’inerranza delle Sacre Scritture. E difatti la prima dottrina che la massoneria intende demolire è proprio la Parola di Dio, che è la base della nostra fede. Se crolla quella, crolla poi tutto. Lo fa in modo sottile, subdolo, magari tirando in ballo i generi letterari, diffondendo l’idea che la Bibbia piuttosto che essere Parola di Dio, contiene la Parola di Dio ma non lo è; dimenticandosi che se è vero che gli scrittori sono in tanti (oltre 40) in cui ognuno ha scritto con il proprio stile, l’Autore che li ha ispirati invece è solo UNO, lo Spirito Santo, che l’ha ispirata (non dettata) in ogni singola parola (2Timoteo 3:16), per cui la Parola di Dio è infallibile e non contiene errori. Vogliono far passare l’idea subdola che la Bibbia sia ispirata solo in parte e non in ogni singola parola, pur contenendo al suo interno anche parole ispirate. Conseguentemente la Bibbia non può essere considerata come l’unica e infallibile Parola di Dio perché in essa – sempre secondo i massoni -, vi sarebbero errori, e gli scritti sacri delle altre religioni posseggono comunque delle verità (PM, pp. 223-225). Se la massoneria dovesse riuscire ad infiltrare subdolamente questa eresia dentro le scuole e università bibliche, com’è già accaduto per Valdesi e Metodisti ad esempio, allora si apre la porta, anzi un portone, alle eresie, perché a quel punto viene a mancare il punto di riferimento per cui hanno dato la vita migliaia di martiri cristiani nel corso dei secoli: La Parola di Dio! Vi sarebbe spazio per tutte le blasfemie care alla massoneria come la teoria gender, le coppie di fatto, l’omosessualità che persino qualche nostro pastore (S. Esposito e D. Di Iorio) – già massonizzato -, ha cominciato a cambiare i termini e a definirli “comportamenti alternativi” come si vede in questo video. clicca [QUI] … e così via. Insomma, si spianerebbe in questo modo la strada, anzi l’autostrada, all’ecumenismo e le ADI entrerebbero a pieno titolo a far parte dell’apostasia profetizzata (2Tessalonicesi 2:3).

17203043_1239372369444592_4455312346531100514_nD’altro canto, questa macchinazione della massoneria non sorprende se consideriamo che satana è un maestro nell’arte mistificatoria. Basta studiarsi bene il dialogo che ebbe con Eva (Genesi 3:1-6) e con il Signore Gesù (Matteo 4:3-11) per rendersene conto. In entrambi i casi satana astutamente capì bene le parole di Dio ma ne modificò astutamente il significato per insinuare il dubbio. Con Eva vi riuscì mentre con Gesù gli andò male! Riusciranno le chiese ADI e i loro pastori a respingere questo attacco satanico della massoneria? Come Eva cederanno alle seducenti lusinghe, oppure come Gesù le respingeranno? Ecco la nuova sfida che attende queste chiese nei prossimi anni. Quello che satana non è riuscito a fare con la persecuzione (1933-1946) sta provando a farlo adesso con la seduzione (a partire dal 1947). Come reagiranno? Come risponderanno alle influenze masso-diaboliche? Gesù rispose: “STA SCRITTO”! Quindi continuare a fare affidamento all’unica e infallibile Parola di Dio: la Bibbia, la “spada dello Spirito” per attaccare il nemico rivestendosi della completa armatura di Dio che include lo scudo della fede per respingerne i suoi dardi infuocati (Efesini 6:11-17).

 

 


		
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